In caso di separazione vengono affidate al padre italiano
Sono 128 i casi già segnalati agli assistenti sociali. E una bimba è sparita da un mese
Adriano Sansa “Decisioni prese nell´esclusivo interesse dei minori”
Adriano Sansa, presidente del Tribunale dei Minori di Genova, spiega che le decisioni vengono prese «nell´esclusivo interesse dei minori, ai quali dobbiamo garantire sicurezza ed equilibrio, preservandoli da conflitti spesso laceranti». Il giudice ribadisce che il solo pensare ad un qualche pregiudizio legato alla nazionalità «è fuorviante e disonesto». Ma nel capoluogo ligure si registra un numero crescente di vicende giudiziarie, alcune clamorose, che suggeriscono un inquietante interrogativo: esiste una qualche forma di razzismo nell´assegnazione dei figli a questo o a quel genitore, in casi di coppie miste che si separano? E´ vero che viene quasi sempre privilegiato il padre genovese in danno della madre straniera?
L´ultimo caso è semplicemente esemplare. Riguarda l´uomo recentemente arrestato dai carabinieri del Ros per aver organizzato un complotto ai danni della moglie, allo scopo di liberarsene. E´ la storia dello zaino imbottito di esplosivo trovato mesi fa alla stazione ferroviaria di Principe. I militari hanno chiarito che ce l´aveva messo un piccolo imprenditore della provincia genovese: aveva organizzato una messinscena nella speranza di far arrestare ed espellere la compagna di origine sudamericana, madre dei suoi tre bambini. I tre bambini, appunto. Prima che gli investigatori venissero a capo della vicenda, gli erano stati affidati nonostante l´imprenditore avesse alle spalle una condanna per traffico internazionale di droga. Nonostante fosse conosciuto come violento e pericoloso, nonostante convivesse con un altro individuo finito a sua volta in prigione per un omicidio. Nonostante le relazioni in cui educatori dei servizi sociali sottolineavano l´atteggiamento aggressivo e la cattiva gestione dei piccoli da parte del padre. E nonostante la mamma, incensurata ed ospite presso una casa di accoglienza religiosa genovese – anche le suore avevano scritto al Tribunale, per raccontare la correttezza e serietà della donna – avesse più volte implorato ai giudici di tornare sulla loro decisione. Dopo l´arresto dell´uomo la più piccola dei tre figli, che non ha ancora quattro anni, è tornata con la madre. Gli altri due bimbi – otto e nove anni -, che con il papà avevano sviluppato un atteggiamento «rancoroso e violento» nei confronti della mamma, sono finiti in una comunità per essere «rieducati». Però lei li può finalmente rivedere, conta di riaverli presto. «Alla fine è stata fatta giustizia», dice. E ringrazia i carabinieri.
Karina Cedeno, una giovane mamma ecuadoriana che per oltre un mese si è barricata con i suoi quattro figli all´interno del consolato del paese d´origine, ha creato un´associazione, Velalatina. Ne fanno parte donne come lei, nate in America Latina ed emigrate negli ultimi anni all´ombra della Lanterna, sposate e separate da mariti italiani. Discriminate dai tribunali, giurano. Karina dice che solo nel capoluogo ligure ha contato 128 casi su cui hanno messo gli occhi gli assistenti sociali, «e che rischiano di finire come tutti i precedenti gestiti sempre dagli stessi assistenti: con i bambini che vengono tolti alle mamme sudamericane o comunque straniere, per essere consegnati ai padri o dati in affidamento ad altre famiglie». Racconta di una fresca e triste vicenda, una delle tante: con il tribunale civile che, sulla base delle migliori disponibilità economiche, ha scelto di affidare un ragazzino di sei anni al papà, che nel frattempo si è trasferito ad Imperia, e non alla madre. Che è nata in Ecuador ma da 15 anni fa la badante a Genova, e nel frattempo è diventata cittadina italiana. «Potevano lasciarlo a lei, lui avrebbe pagato gli alimenti. Invece no. Perché?».
Secondo Graciela Delpino, presidente della Associazione donne latino-americane della Liguria e mediatrice culturale, è appunto una questione di cultura: «Perché gli africani hanno un modo diverso di crescere ed allevare i propri figli, rispetto a quello dei latino-americani. E gli italiani ne hanno un altro ancora. Allora, occorre capire. Comunicare, imparare gli uni dagli altri. Decidere del destino degli altri senza averli ascoltati, senza averli davvero compresi, è un delitto grave. Purtroppo, la sensazione è proprio quella che ci sia un sottofondo di razzismo. Si preferisce non perdere tempo e dare fiducia agli ‘italiani´. Perché così è più facile, meno pensieri. Ma Genova è una città che sta cambiando, che si è arricchita di mille colori. Dobbiamo tutti cambiare, e abbandonare i pregiudizi».
Se tre indizi fanno, una prova, cosa fanno centoventotto indizi? E intanto succedono cose orribili, come quella che sta accadendo ad Ilaria, sei anni, italo-ecuadoriana. Scomparsa da più di un mese senza lasciare tracce. Il Tribunale dei Minori di Genova nel dicembre del 2007 ne aveva disposto l´affidamento ai servizi sociali, concedendo al padre di origine italiana la custodia provvisoria. La madre, Marisol, ecuadoriana di 40 anni, è venuta a sapere che l´ex marito è stato sfrattato per morosità dall´appartamento dove fino a febbraio fa viveva con la bambina. «Nessuno sa dove siano finiti – racconta -. Sono andata anche dai parenti di lui, ho girato tutti gli asili di Genova senza risultato. Ho persino assunto un investigatore privato. Niente. Chissà dove la nasconde. Sono la madre, ma ho paura di non rivederla mai più. E la mia colpa è solo quella di essere una donna straniera. Vi pare giusto?».
Repubblica – Genova
http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/coppie-miste-in-tribunale-i-figli-negati-alle-madri-straniere/2080730
Archiviato in:immigration