Ennesima tragedia della speranza mentre da un lato continua l´ondata di sbarchi di migranti sulle coste italiane e spagnole e dall´altro l´Unione Europea avvia le operazioni di pattugliamento delle coste del Mediterraneo per bloccare le ondate di arrivi.
Canarie: 28 dispersi
I corpi senza vita di 28 persone di origine subsahariana sono stati ritrovati sulla costa atlantica marocchina della provincia di El-Aaiun, nella zona del Sahara occidentale. Ma il bilancio delle vittime del naufragio potrebbe aumentare. Non è ancora noto se ci siano infatti altri dispersi. Secondo quanto si è ricostruito i migranti viaggiavano a bordo di due distinte imbarcazioni e si stavano dirigendo verso le isole Canarie, una meta che gli immigrati tentano di raggiungere specialmente in estate, quando il clima è più mite ma le acque dell’oceano Atlantico sono particolarmente pericolose e agitate.
Ma anche gli sbarchi sulle coste italiane continuano. Una barca con 14 persone a bordo è stata raggiunta da una motovedetta della capitaneria di porto a 20 miglia a Sud di Lampedusa. I migranti verranno portati nel centro di prima accoglienza sull´isola dove la situazione, da diverse settimane, è di continua emergenza. Gli sbarchi sono infatti intensificati nel periodo estivo e dalle coste settentrionali dell´Africano arrivano, praticamente ogni giorno, centinaia di persone. Secondo dati diffusi dal Viminale, sono oltre 2.000 i clandestini sbarcati a Lampedusa negli ultimi 15-20 giorni, di cui 113 sono bambini, in gran parte marocchini, eritrei ed egiziani partiti dalle coste libiche in viaggi della speranza che molto spesso si trasformano in tragedie.
Sabato scorso, 13 immigrati sono morti nel tentativo di raggiungere l’isola siciliana. I loro cadaveri sono stati gettati in mare mentre altri 14 loro compagni sono stati avvistati su un barcone e portati a terra, alcuni in condizioni disperate. Il ministro degli Interni Giuliano Amato ha dichiarato nei giorni scorsi che l’emergenza ha raggiunto livelli allarmanti e ha chiesto l’intervento dell’Unione europea, avvertendo che i centri d’accoglienza hanno ormai superato le capacità ricettive.
Secondo Fortress Europe (blog di rassegna stampa che dal 1988 ad oggi fa memoria delle vittime della frontiera) nel Mar Mediterraneo sono annegate 3.675 persone, delle quali 1.510 salme non sono mai state recuperate. Nel Canale di Sicilia tra la Libia, la Tunisia, Malta e l’Italia le vittime sono 1.768, tra cui 976 dispersi. Nel Mare Adriatico, tra l’Albania, il Montenegro e l’Italia, negli anni passati sono morte 472 persone, delle quali 136 sono disperse. Tra la Turchia e la Grecia invece hanno perso la vita 396 migranti, tra i quali si contano 164 dispersi. Infine, lungo le rotte che vanno dal Marocco e dalla Mauritania alla Spagna, puntando verso le isole Canarie o attraversando lo stretto di Gibilterra, sono morte 1.039 persone e 234 risultano disperse.
L´Europa risponde: pattugliamento delle coste
Per rispondere all´emergenza, e alla richiesta del ministro dell´interno Amato, sono arrivati a Lampedusa i responsabili della missione Frontex, l’agenzia europea per il controllo delle frontiere per monitorare la situazione degli sbarchi. I responsabili della missione, un componente dell’agenzia e due della commissione europea, secondo quanto si è appreso, verificheranno la situazione e faranno poi un bilancio nel corso di un incontro tecnico al ministero. L’obiettivo è quello di organizzare pattugliamenti congiunti delle coste con greci e maltesi entro agosto.
L´Italia non è l´unico paese europeo a denunciare in questo periodo il sensibile aumento degli sbarchi sulle proprie coste. Martedì, proprio mentre il sottosegretario spagnolo all´immigrazione Consuelo Rumì annunciava ai microfoni di Radio Nacional l’imminente inizio dell’operazione “Hera”, il progetto dell´Ue volto a impedire gli sbarchi, oltre 170 persone raggiungevano le isole Canarie. Nell´ambito dell´operazione “antisbarchi”, il cui costo è stato stimato in 2,1 milioni di euro, è previsto il pattugliamento delle coste da dove provengono i migranti attraverso il dispiegamento di quattro navi (due offerte dalla Spagna e una ciascuno da Italia e Francia), un aereo da avvistamento italiano e un elicottero spagnolo, ai quali si aggiungeranno poi altri due natanti e un altro aereo.